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Eccomi ancora una volta qui a scrivere di Gabriele, mi è stato
chiesto di buttare giù una breve biografia di mio figlio per
tutti i visitatori del nostro sito che non ne conoscono la
storia, o che non hanno avuto modo di leggere i due libri
che la raccontano.
Comprendo benissimo che la curiosità può essere suscitata
dal vedere il suo nome stampato sulle nostre divise, oppure
se ci si imbatte nel sito web dell’associazione a lui intitolata,
quindi, anche se non è facile (del resto ho trovato la cosa
difficilissima anche avendo a disposizione due libri) proverò
in poche parole a spiegare chi era Gabriele.
Mi piace ripetere un concetto molto semplice, Gabriele era
un bambino che ha combattuto il suo male con un coraggio che
forse tanto normale non era, io ero (e sono) suo padre, è
chiaro che non ne possa parlare in modo completamente obiettivo,
evito dunque di formulare giudizi ed opinioni e mi limito
ad alcune informazioni.
Gabriele era nato il 9 gennaio 1992, quel giorno pensai “
adesso non ho più niente da chiedere alla vita” beh! mi sbagliavo,
tutto filò tranquillo fino all’età di otto anni, quando improvvisamente
senza alcun preavviso o segnale di quanto stava per accadere
accusò il primo malessere. Da allora fu un crescendo allucinante
di ansia, lacrime e sangue (nel vero senso della parola),
per quasi quattro anni abbiamo lottato e combattuto il suo
male insieme a lui, tutti, noi familiari, gli amici, i medici,
tutti.
Non starò a dire degli interventi chirurgici, del trapianto
di midollo osseo, del girovagare per ospedali di mezza Italia
che dovette sopportare, (chi volesse saperne di più può contattarci
per avere i libri), fatto è che quando ormai pensavamo di
avercela finalmente fatta, Gabriele ha pensato che poteva
bastare così e se ne è andato.
Se ne è andato il 19 novembre 2003 lasciandoci con un senso
di struggente dolcezza e nostalgia, ma soprattutto se ne è
andato lasciandoci il suo testamento morale, lui aveva cominciato
a scrivere un piccolo memoriale, e ripeteva spesso che se
lo avesse pubblicato, i soldi ricavati sarebbero stati utilizzati
per costruire un “ospedale dove i bambini si trovassero bene”.
A tutt’oggi non conosciamo esattamente i meccanismi innescati
da questa malattia che ce lo ha portato via, ma abbiamo la
consolazione di sapere che da Gabriele in poi si è capito
almeno di che genere di malattia stiamo parlando, questo potrà
servire come base per curare altri bambini che ne dovessero
essere affetti, ma tutto ciò non ci poteva e non ci deve bastare,
ripeto lui voleva fare qualcosa di concreto per i bambini
malati, allora abbiamo dato vita a questa associazione che
porta il suo nome, ed è nostra intenzione, attraverso le sue
svariate e molteplici iniziative nei vari settori, mettercela
tutta per realizzare il suo (ed il nostro) sogno. Aiutateci
a realizzarlo.
Grazie.
Pietro Viti
Presidente dell’Associazione
di Volontariato “Gabriele Viti”
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